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venerdì 20 gennaio 2017

B the change: il cambiamento che vogliamo!

E’ ufficiale! A partire da dicembre 2016, Perlage Winery è entrata a far parte del movimento delle Benefit Corporation (B Corp).


Come nasce questo movimento? 

Nel 2006, Andrew Kassoy, Bart Houlahan a Coen Gilbert, tre ex studenti di Stanford e amici da più di 20 anni, hanno un’idea: far nascere un movimento di imprese in grado di usare la forza del loro business per creare un impatto positivo nella società. Nasce dunque B Lab, un’organizzazione non profit che supporta la crescita di una community di imprese (le Certified B Corp) che abbiano a cuore la sostenibilità ambientale e sociale. Uno dei loro intenti è quello inoltre di favorire lo sviluppo di una normativa ad hoc che riconosca la forma giuridica dell’impresa for benefit (Benefit Corporation) e di uno standard per la valutazione aziendale, il GIIRS (Global Impact Investing Rating System), in grado di rivolgere importanti risorse verso investimenti “impact”, cioè dedicati ad aziende strategicamente orientate alla creazione di valore collettivo.

Il movimento nato negli Stati Uniti ha visto nel tempo una continua crescita. Oggi sono 30 gli Stati USA con Washington D.C ad aver riconosciuto legalmente la forma societaria for benefit. Ma la diffusione delle imprese for benefit ha superato i confini americani avendo sempre più successo nei 5 continenti!

Ad oggi le aziende certificate BCorp sono oltre 2000, in 50 paesi e in 130 settori.

Tra queste aziende c’è anche Perlage che, certificandosi nel dicembre scorso, è entrata a far parte delle prime 50 BCorp italiane. L’italia è il primo paese europeo ad aver istituito una legge (Legge 208/2015) che riconosce lo stato giuridico di Società Benefit.

Riassumendo:
  • Benefit Corporation è una forma giuridica innovativa, sinora riconosciuta in alcuni stati federali degli Stati Uniti d’America, che si propone di rispettare alti standard di scopo, responsabilità e trasparenza;
  • B-Corp è la qualifica conseguita da un'impresa a seguito di una certificazione rilasciata da un Ente terzo (B-Lab). Una B-Corp (anche detta Certified B Corporation) è, infatti, una società che si è sottoposta volontariamente alla valutazione di B-Impact promossa dal B-Lab e ne ha ottenuto la certificazione.
  • Società Benefit è la forma giuridica innovativa introdotta dalla legge 28 dicembre 2015 n. 208 (legge di Stabilità 2016) articolo unico, commi da 376 a 386, che, pur prendendo spunto dall’esperienza americana e mondiale delle Benefit Corporation e delle B-Corp, delinea le caratteristiche di questo tipo di società all’interno dell’ordinamento civilistico italiano.
Cosa ci ha portato a intraprendere il percorso per essere BCorp? 

I principi su cui si fonda una BCorp erano già nostri da tempo. I temi come sostenibilità ambientale, etica e responsabilità verso i propri dipendenti e la comunità sono i nostri valori aziendali. La BCorp non è “solo una certificazione” ma è un modo di operare, di pensare che spinge a darsi degli obiettivi in campo sociale e ambientale. I tempi sono maturi: un’azienda deve produrre un beneficio sul territorio e sulle persone, non creare un depauperamento di risorse tendendo unicamente al profitto. Questo è il cambiamento che abbiamo sempre sostenuto fin dal 1985 quando abbiamo creduto nel biologico, sano e rispettoso dell’ambiente.



mercoledì 24 febbraio 2016

Risparmio energetico? Sì Grazie!

Dalle lampadine a LED alla Tour Eiffel non illuminata. In aumento le iniziative contro gli sprechi.

Il tema del risparmio energetico sta sempre più a cuore agli italiani. Ad esempio il comune di Quarto (Venezia) ha avviato la sostituzione di tutti i corpi illuminanti con lampadine a tecnologia LED.
Oppure a Cossano Belbo (Cuneo) delle classi di una scuola elementare hanno svolto una lezione particolare. La lettura e discussione dei punti della convenzione di Kyoto...al buio!

Ma questi sono solo alcuni dei numerosissimi casi. Basta digitare nei motori di ricerca o nei socials "risparmio energetico" per trovare una moltitudine di iniziative volte a tale scopo in tutta Italia.

Un elemento caratterizzante l'aumento della sensibilità verso questo tema sono stati sicuramente i mass media. Tramite pubblicazioni, programmi televisivi e soprattutto articoli e saggi facilmente consultabili in internet la gente è più consapevole del fatto che il nostro pianeta vada rispettato.
Questo perchè un domani saranno i nostri i figli a doverci vivere, quindi è necessario già da ora adottare dei comportamenti più responsabili ed ecosostenibili.
Anche il progresso scientifico ha fatto la sua parte, ideando nuove tecnologie che permettono di consumare di meno. Infatti i più recenti elettrodomestici di classe di consumo A+ e A++ consentono un notevole risparmio di energia e di conseguenza della bolletta.
Ad esempio un frigorifero lasciato sempre chiuso per un anno intero consuma 263 kWh se di classe A+, mentre addirittura 781 kWh se di classe G (quella più "sprecona"). Una bella differenza!
Anche nel nostro piccolo si può contribuire. Infatti bastano dei semplici gesti quotidiani, come spegnere le luci quando si esce da una stanza, impostare il riscaldamento o il condizionatore a temperature adeguate ed evitare di lasciare per un periodo troppo prolungato gli elettrodomestici in stand-by. Anche noi di Perlage abbiamo deciso di dare il nostro contributo, installando un impianto a pannelli solari.
Come non citare "M'illumino di meno", iniziativa promossa da radio Caterpillar che prevede una serie di eventi in tutta Europa volti al risparmio energetico.
Simbolica è una foto del 2008 rappresentante la Tour Eiffel "spenta" appositamente per tale evento.



Molto interessante è il decalogo di M'illumino di meno, una lista di suggerimenti per ridurre gli sprechi.

Clicca qui per leggere il decalogo


giovedì 20 agosto 2015

Di Acqua se ne parla anche sul Web


Lo scorso 5 giugno presso Officina del Gusto, ristorante bio-veg di Mestre (VE) abbiamo partecipato al convegno "L'acqua che mangiamo" - L'impronta dell'acqua nei cibi. L'acqua, nutrimento vitale ed elemento di equilibrio del sistema naturale - portando la nostra esperienza circa l'utilizzo dell'acqua in agricoltura e durante il processo produttivo. Un evento organizzato da eAmbiente Group, una delle società italiane di consulenza e progettazione ambientale più conosciute, per presentare Pianeta Acqua, palinsesto di incontri realizzato in occasione di Aquae Venezia 2015.
In particolare una delle loro ricerche si è svolta in campo web, definendo un po' quelli che sono i numeri del web legati all'acqua (World Water Web): in un anno si sono registrate 2.979.238 conversazioni in lingua inglese e 142.483 in lingua italiana riguardanti il tema acqua. Cifre che ci rincuorano perchè significa che c'è una consapevolezza diffusa del tema e del futuro che ci attende. Interessanti sono anche i numeri di Facebook che con il 28% si dimostra il social network più utilizzato per parlare di acqua, seguono Twitter (27%) e news varie (21%). eAmbiente ha poi anche individuato gli argomenti legati all'acqua più discussi che vanno dal benessere psico fisico, passando per la più generica alimentanzione, l'inquinamento fino alla scarsità di risorse idriche.
Un'altra riflessione che mi permetto di condividere con voi, sempre relativa agli studi di eAmbiente è che l'Italia è il terzo paese importatore di "acqua virtuale", ossia il quantitativo di acqua necessario per produrre cibi, beni e servizi che consumiamo quotidianamente: proviene da ogni parte del mondo, è contenuta in maniera invisibile in tutti i processi produttivi che accompagnano i nostri consumi. Detto questo c'è da dire che l'Italia è anche il secondo paese, dopo gli Stati Uniti per attenzione al tema acqua: c'è ancora speranza per noi!

L'acqua è una risorsa fondamentale per garantire lo sviluppo del pianeta, senza di essa non ci sarebbe agricoltura e di conseguenza nemmeno cibo. Dobbiamo sensibilizzarci e cercare di fare tutti qualcosa nel nostro piccolo.
Perlage dal canto suo cerca di utilizzare la risorsa in maniera parsimoniosa: in vigneto lasciamo che la natura faccia da sè, non forzandola, mentre in cantina utilizziamo dei contatori che ci permettono di monitorare il consumo di acqua sia durante il processo di vinificazione che durante l'imbottigliamento. Il consumo d'acqua è anche fonte di emissioni di CO2, che tramite il progetto Winezero stiamo cercando di ridurre al massimo.


E a casa cosa possiamo fare?? Eccovi dei piccoli suggerimenti green:
- verificare periodicamente che non ci siano perdite dai vostri rubinetti e dal WC;
- tenete aperti i rubinetti solamente per il tempo necessario, non lasciate scorrere l'acqua per niente;
- preferire la doccia al bagno (concedetevelo solo per i momenti di vero relax!)
- per i vostri prossimi elettrodomestici acquistate quelli in classe A+ progettati proprio per ridurre i consumi di acqua ed utilizzateli solo a pieno carico;
- lavate frutta e verdura in una bacinella e usate l'acqua corrente solo per il risciaquo: badate bene a non buttare via l'acqua della bacinella, utilizzatela piuttosto per dar da bere alle vostre piantine (che tra parentesi andrebbe fatto solo di sera perchè l'acqua evapora più lentamente);
- se lavate le pentole a mano preferite detersivi ecologici, non inquinanti
- stesso principio di riutilizzo anche raccogliendo l'acqua piovana e dei climatizzatori, datela al vostro giardino e perchè no, utilizzatela anche per lavare l'auto.


giovedì 29 gennaio 2015

Campagna viticola 2014: ad ogni Vino la sua Terra






















La campagna viticola 2014 è stata complessa da gestire. Per garantire la giusta maturazione dei grappoli la vendemmia é stata svolta in 2 momenti diversi, scelta che, nonostante l'avverso clima estivo, ha permesso di confermare l'elevata qualità di tutti i nostri vini.

Grazie ad anni di osservazione e a svariate prove di vinificazione, per rafforzare la personalità dei nostri prodotti, abbiamo selezionato e classificato i vigneti del Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG in base alle diverse caratteristiche del suolo, della posizione e delle uve: una vera e propria zonazione dove, le uve di ogni azienda, sono state destinate ad una vinificazione specifica ed alla realizzazione dei prodotti che valorizzano al meglio le peculiarità dei grappoli raccolti.
       Le uve provenienti dalle storiche e professionali aziende ‘De Stefani Paolo’ e ‘7Nardi’, situate nelle colline di Refrontolo, sono state destinate alla produzione dei Docg Canah e Quorum, dagli spiccati sentori di mela e pera, ed il Senza solfiti ‘Animae’ caratterizzato dal profumo di crosta di pane e lievito.
     L'uva dell’azienda Sammartini di Collalto, ricca di biodiversità e dal clima più asciutto, hanno prodotto il Docg a certificazione Bio Suisse.
  Il meraviglioso vigneto dell’Azienda Pederiva di Farra di Soligo, irrobustito e armonizzato dai preparati biodinamici, nel rispetto delle fasi lunari, ha fornito le uve per il Col di Manza, Docg millesimato 2014, spumante di grande complessità e ricco di profumi fruttati e floreali.
    Lo storico vigneto Riva Moretta, con piante di tutte le età e complessità genetica irriproducibile, ha dato l’omonimo Docg Frizzante.
    Tra i vigneti di pianura, le uve della storica Azienda Agricola Nardi Giordano, sono state destinate alla produzione del Prosecco Doc Extra Dry  Sgajo ‘Vegano’, dall’intenso sapore di mela.
  Per finire L’azienda Agostinetto ha fornito le uve per il nuovo Prosecco Doc Brut Zharpì.

 

Dopo una lunga gestazione, festeggiamo inoltre il grande ritorno di ‘Aleph’
Incrocio Manzoni Metodo Classico Brut, vendemmia 2011; rimasto in bottiglia, sui lieviti di fermentazione, per 24 mesi; sboccato a novembre 2014. Fragrante e fresco, con sentore raffinato di lievito e floreale.



   


giovedì 29 maggio 2014

Monta in sella e...pedala!


"All I wanna do is Bicycle bicycle bicycle I want to ride my... bicycle bicycle bicycle I want to ride my bicycle..."
Eh già, i Queen hanno ragione, soprattutto ora che l'estate è alle porte. A emissione zero, la bicicletta fa bene al fisico, aumenta il buonumore, rallenta il global warming ed è decisamente tornata in voga.

Sebbene ormai abbia la bellezza di duecento anni, la bicicletta è di nuovo di moda. Utilizzata da milioni di persone in ogni angolo del pianeta, non viene più considerata solo come mero hobby domenicale, ma è un mezzo di trasporto vero e proprio, con il quale andare a lavoro in città (è addirittura più veloce dell'auto, anche in condizioni di traffico normale) e percorrere 3 km in soli 15 minuti, mentre tutti i tuoi colleghi sono imbottigliati in una colonna infinita da un'ora.

Riassumiamo i benefici di una pedalata:
- naturalmente quelli fisici: andare in bici per un'ora, ad un ritmo normale, fa bruciare circa 500 calorie. Quindi per restare in forma e migliorare la circolazione si consiglia una bella pedalata di 50 minuti almeno due volte alla settimana. Ma non è solo questione di peso e calorie, pedalare fa molto bene anche al respiro. Si allenano bronchi e polmoni, quindi si migliora la propria capacità respiratoria. E lo smog? Si respira meno smog in bicicletta facendo slalom fra le macchine che stare in coda con la propria macchina!
- Andare in bici fa bene anche alla mente: aumenta la capacità mnemonica perchè si facilita la produzione di proteine che migliorano il funzionamento di cellule nervose, inoltre si sviluppano molte endorfine che attivano il buonumore. Quindi più bici, più felici!
- Immagino sappiate che i benefici di una biciclettata sono naturalmente anche ambientali: il primo pensiero che dovrebbe balzarvi alla mente è che si consumano calorie, non benzina! Il Bike-Sharing sta spopolando, non solo all'estero, ma finalmente anche in Italia: dicono che al Salone del mobile sono state usate 12mila BikeMi al giorno. Che numeri, decisamente positivi!
- E il portafoglio? Pensate: niente benzina, niente multe e niente ticket per il parcheggio. Un lusso!

Perciò... dalla prossima settimana, tutti in sella!!!












lunedì 28 aprile 2014

Belle e Antistress, le piante che dovremmo avere in ufficio


La vita moderna, con i suoi ritmi frenetici, è spesso causa di stress: è la risposta a una o più stimolazioni che possono essere di tipo fisico o psichico e riguarda più o meno tutti, in ogni momento della giornata; esso serve all'organismo per affrontare i problemi che si presentano, in modo da trovare il comportamento più idoneo per risolverli.

Per alleviare questa condizione soprattutto nell'ambiente di lavoro, sembra che un aiuto lo possano dare le piante, belle e senz'altro decorative, ma capaci di rendere l'ambiente salubre ed accogliente. Alcune specie di piante, oltre a rilasciare umidità ed ossigeno grazie alla fotosintesi, assorbono l'inquinamento indoor, contrastando l'azione di alcuni campi magnetici e depurando l'aria.

Una ricerca in India (www.cpcb.nic.in) ha analizzato l'interazione fra circa 300 dipendenti posti a a stretto contatto con più di 1200 piante posizionati negli uffici del complesso, ha davvero dimostrato un miglioramento nella produttività e nell'attenzione, oltre che un risparmio energetico grazie al minor uso dell'impianto di condizionamento.

La pianta per eccellenza antistress: RHIPSALIS


 E' molto bella alla vista, grazie ai suoi lunghi viticci, ma dall'aspetto essenziale che la rende adatta a qualsiasi tipo di arredamento. Fa parte della famiglia dei cactus, quindi meno cure = meno stress!

L'ALOE


Una piantina di aloe vera può essere coltivata facilmente in vaso sul proprio balcone o sul davanzale durante la stagione primaverile ed estiva, e all’interno delle mura domestiche durante i mesi più freddi. Perfetta per il manager affaticato ed insonne!


YUCCA





Molto facile da curare, la sua simpatica chioma rende tutto più allegro: non a caso è anche comunemente chiamato il tronchetto della felicità!

La yucca è una pianta che ama la luce del sole, anche diretta. In inverno mettetela quindi vicino a una finestra in modo che riceva la luce diretta del sole. In estate potete trasportarla all’esterno e lasciarla sotto il sole.

martedì 28 gennaio 2014

Perché diciamo NO agli OGM

Un organismo geneticamente modificato (OGM) è un essere vivente che possiede un patrimonio genetico modificato tramite tecniche di ingegneria genetica, che consentono l'aggiunta, l'eliminazione o la modifica di elementi genici. Molti dibattiti, ricerche e relazioni sono state fatte riguardo alla sperimentazione e al consumo di questi alimenti modificati, e varie sono di conseguenza le posizioni in merito a questo argomento: di seguito vi proponiamo il nostro punto di vista, Biologico ed Eco Sostenibile, quindi contrario all’utilizzo degli OGM in agricoltura.

La principale ipotesi (di facciata) che ha spinto l’utilizzo degli OGM in campo alimentare è stata quella di affermare che questi organismi, grazie alla loro capacità maggiore di resistere ai parassiti, avrebbero garantito una maggiore produttività, aiutando in questo modo i piccoli contadini e contrastando la fame nel mondo.

In realtà la situazione è assai differente: I semi modificati geneticamente, brevettati dalle multinazionali, vengono resi sterili, quindi non si possono utilizzare per una moltiplicazione in azienda, obbligando i contadini a riacquistarli ogni anno, creando così una dipendenza economica verso le multinazionali che li detengono.

La resistenza agli erbicidi, una delle modifiche più importanti, può essere trasferita a tutte le piante della natura, comprese quelle cosiddette infestanti, che diventerebbero a loro volta resistenti agli erbicidi; inoltre le modifiche introdotte per creare resistenze a determinati parassiti (ad es. la piralide del mais) generano una selezione fra i parassiti stessi rendendo la specie ancora più virulenta e difficile da controllare.

Infine, non meno importante, è il punto di vista etico che ci spinge ad essere contrari a questa metodica di produzione: infatti è moralmente inaccettabile che l'uomo tenti di modificare ciò che la natura ha creato in millenni, solo a scopo di profitto economico, nemmeno a vantaggio della collettività. In questo modo si rischia solamente di danneggiare la biodiversità, cardine dell'equilibrio naturale di ogni specie vivente e grazie alla quale la vita sulla Terra ha potuto aver luogo.

Noi crediamo al contrario che la Biodiversità, il rispetto della Natura e quindi l’agricoltura Biologica siano l’unica strada da percorrere per combattere la fame nel mondo, nel pieno rispetto dell’ambiente e nella più totale sostenibilità.

lunedì 2 dicembre 2013

Viaggiare ecologico? Si può!

E' possibile durante le ferie natalizie andare a visitare località che siano belle e al contempo rispettose dell'ambiente? A quanto pare è possibile eccome, sia che decidessimo di visitare alcune realtà italiane che estere.

Secondo Legambiente, Ambiente Italia e Il sole 24 ore al primo posto si piazza Venezia, la quale registra un alto valore di tutti gli indici registrati, dalle zone pedonalizzate, alle persone che usufruiscono del trasporto pubblico, dal basso livello di motorizzazione, al minimo tasso di inquinamento dell’aria. 

Come seconda si piazza invece Bologna, la quale si aggiudica il podio non solo per le ampie piste ciclabili, ma anche per il massiccio sfruttamento dell’energia fotovoltaica, grazie all’installazione di numerosi sistemi fotovoltaici sui vari edifici comunali della città (circa 5,19 kiloWatt ogni mille abitanti). 

Al terzo posto il capoluogo ligure Genova che, grazie all’ottima qualità dell’aria, all’uso frequente del trasporto pubblico e al risparmio delle risorse idriche sta progettando di migliorare la vivibilità della città attraverso la costituzione delle cosiddette isole ambientali (aree urbane ben delimitate, organizzate a misura ed esigenze del pedone e nel pieno rispetto del territorio).


Nel mondo non sono pochi coloro che hanno compreso che l’unica maniera per avere un futuro è quella di puntare su modelli di sviluppo sostenibili ed ecologici, capaci di non chiedere alla natura e al pianeta più di quanto questo non sia capace di fare. In Europa e nel mondo varie sono le città che potremmo definire ecologiche, ma alcune di queste si distinguono per aver fatto davvero tantissimo.

Reykjavik
La capitale dell’Islanda è raggiungibile dall’Italia attraverso l'aeroporto della Malpensa e vanta un gran numero di sistemi a idrogeno installati ad esempio su navi, autovetture e bus. Spicca in questo contesto la stazione di Grjotals, la prima zona di rifornimento a idrogeno al mondo, in grado di garantire zero immissioni inquinanti. Reykjavik dunque si sta seriamente proponendo come un modello a livello mondiale per lo sviluppo di un’economia a emissioni zero.

Copenaghen
I voli per la capitale della Danimarca rappresentano la scelta ideale per chi è alla ricerca di una vacanza all’insegna del contatto con la natura, visto che in questa terra dell’Europa del nord, la natura la fa ancora da padrona. L’ecologico piano di sviluppo comunale ha fissato per il 2015 una riduzione delle emissioni di CO2 di un altro 20% rispetto al 2005, dopo il -25% ottenuto nel 1990. Oltre a questo si punta ad aumentare l’adesione alla mobilità ciclabile al 50% della popolazione e a puntare a un’alimentazione interamente biologica per il 20% dei cittadini.

Vancouver
Questa metropoli canadese punta a voler diventare un centro mondiale di riferimento per quanto riguarda l’ecologia, optando su tecnologie per salvaguardare l’ambiente, centri sulle energie rinnovabili, architettura biologica e biotecnologie per risolvere i problemi d’inquinamento. Quest’anno in occasione del Globe 2012, sono state presentate un gran numero di soluzioni e idee volte a ridurre l’impatto ambientale, riunendo per l’occasione, migliaia d’esperti da tutto il mondo.

Portland, Oregon (USA)
Nel 2009 è stata la prima città ad essere insignita con il titolo di Bike-Friendly dalla Lega dei ciclisti americani, nonché considerata la città più verde secondo un sondaggio che si basava sulle fonti rinnovabili di energia, il trasporto, il verde cittadino e il riciclaggio. Questa città dell’Oregon presenta innumerevoli infrastrutture verdi e parchi cittadini, tra cui il World’s Smallest Park, citato anche nel Guinness Book of World Records.

Le scelte non vi mancano: queste fantastiche città vi stanno aspettando!

lunedì 25 novembre 2013

Il rame: esiste Biologico e “biologico”


Grazie a una legge europea, dalla vendemmia 2012 i viticoltori biologici possono porre il logovino biologico” e il suddetto termine in etichetta. Questa legge ha avuto il merito di ampliare il concetto del biologico non solo alla tecnica di trattamento delle uve, ma pure al percorso che esse seguiranno in cantina, con limitazioni per esempio alla quantità di anidride solforosa utilizzabile.

Nonostante questa nuova legge, il rame continua ad essere la base essenziale per la protezione delle uve biologiche dalle malattie fungine: non sono stati posti, infatti, divieti al suo utilizzo. Il rame è nocivo, non tanto per l’uomo (in quanto durante la fermentazione precipita), ma per l’ambiente: si accumula nel terreno, in cui vivono tutti quei microrganismi fondamentali a rendere fertile e produttiva la terra su cui le vigne e l’uva crescono.

Ora, si può decidere se essere un’azienda che produce vino “biologico” oppure Biologico: la differenza sta in un scelta di tipo etico. Si può decidere di rispettare la legge e produrre vino biologico con una quantità standard di rame, oppure si può essere come noi di Perlage, che da anni stiamo applicando sperimentazioni con il fine di ridurre il dosaggio di rame in vigna. Siamo riusciti a diminuire, infatti, del 35% l’utilizzo del rame nei trattamenti, raggiungendo il quantitativo di 4 kg per ettaro/anno (contro una media nazionale di 6 kg).

Il rame con le piogge viene dilavato dalle foglie: installando delle capannine meteorologiche tra gli appezzamenti la nostra azienda riesce ad anticipare l’evoluzione delle malattie fungine, calibrando la dose di rame da utilizzare; minimizzandone il dosaggio sarà così possibile aumentare la frequenza di intervento. In questo modo otterremo un prodotto maggiormente sicuro e di maggiore qualità, riuscendo in questo contesto ad utilizzare meno rame.

Questo significa produrre vero vino Biologico, effettuando una scelta etica, che va al di là dei limiti imposti dalla legge, con il fine di voler lasciare ai nostri figli le stesse potenzialità che sono state concesse a noi, adottando tecniche produttive rispettose dell’ambiente e della microflora che in esso prospera.

giovedì 14 novembre 2013

Perdipiave: sabato 16 novembre inizia l'avventura su 7 Gold!!

 
Sabato 16 novembre, alle ore 18, inizia su 7 GOLD l'avventura di Daniele Marcassa e Francesco Maino: un viaggio "controcorrente" lungo il fiume Piave, che inizia dalla storica e splendida Venezia per arrivare alle maestose Dolomiti.

Cominceranno il loro viaggio proprio dal centro storico di Venezia, dove un tempo giungevano dalle montagne gli “zattieri del Piave” con il loro carico di legname e altre merci destinate ai commerci della Serenissima, e che si dipanerà poi tra l’isola di Torcello e le valli di Lio Piccolo fino alla Piave Vecchia in località Caposile.

Lungo questa avventura i due protagonisti mostreranno le bellezze di Belluno e delle Dolomiti, tra piccoli paesi e bunker della guerra, canyon scavati nella roccia, tradizioni millenarie e paesaggi montani di straordinaria bellezza, per concludersi alle sorgenti del fiume Piave – nel territorio di Sappada – fino ai 2.694 metri della vetta del Monte Peralba, lungo il sentiero intitolato a Papa Giovanni Paolo II.
Un appuntamento settimanale da non perdere, per incontrare ed innamorarsi del nostro territorio, visitare paesaggi mozzafiato, dalla suggestiva laguna veneziana alle alte Dolomiti. Lungo il fiume sacro alla patria, il Piave, conoscerete persone e storie incredibili, cucina, enogastronomia e folklore, grazie all'affiatato duo.

Durante il loro viaggio, Lele Marcassa e Francesco Maino devieranno dal fiume Piave per arrivare alle nostre colline del Prosecco Superiore DOCG, in particolare fra i vigneti della Riva Moretta, storico vigneto di Perlage! Qui Marcella e Erika vi mostreranno il lato sostenibile del Prosecco, il suo territorio e la sua storia.
 Non perdetevi l’avventura di Perdipiave… e la puntata dedicata a Perlage!!! ....Tutti davanti alla TV sabato 16 novembre alle ore 18:00 su 7GOLD!fonte:
http://www.perdipiave.com/



martedì 25 giugno 2013

Città europea più green? Tocca a Bristol!



Dopo Stoccolma, Amburgo, Vitoria, Nantes e Copenhagen, l’ultima città verde premiata dalla Commissione europea è in terra inglese: è Bristol la Green capital Award 2015. Perché?
A Bristol è stata riconosciuta l'attività d'investimento nei settori dei trasporti pubblici e dell'energia, oltre all'esplicito impegno nel volersi porre come modello urbano per la green economy, anche sul fronte della comunicazione sociale, considerata dalla giuria elettrice del premio come uno stimolo efficace nei confronti dei cittadini. In particolare la giuria ha messo in evidenza l'alto livello di coinvolgimento delle comunità locali sui temi ambientali, economici e sociali. La città ha investito 500 milioni di euro per il miglioramento dei trasporti al 2015 e altri 300 milioni per le politiche energetiche basate sulle rinnovabili al 2020. Le strategie messe in campo hanno consentito di migliorare la qualità dell'aria, incentivando inoltre la diffusione della bicicletta come mezzo per gli spostamenti urbani.

Cosa visitare a Bristol?

La Cattedrale: situata in una suggestiva posizione si trova il principale edificio religioso della città, risalente al XVI sec., che ospita al suo interno numerose opere d’arte tra cui spicca sicuramente il Coro. Affianco alla cattedrale si trova la Lord Mayor’s Chapel.
La Città Vecchia: partendo da Queen Square si può visitare la zona del centro, parzialmente ricostruita dopo la seconda guerra mondiale, che ospita numerosi luoghi d’interesse come la Arnolfini Gallery, dedicata al teatro e al cinema, e il Royal Theatre, in stile georgiano. Proseguendo verso nord si giunge nella zona di Corn Street, centro della vecchia città medievale in cui si trovano le chiese di St. Stephen, All Saints e la Christ Church. Tutta la zona circostante è isola pedonale e vi si trovano i principali negozi di Bristol. Molto caratteristica è la salita di Christmas Steps, in cui si trovano numerosi antiquari.
La zona dell’Università: si sviluppa attorno al maggiore polo culturale della regione questa parte della città in cui si trovano il City Museum and Art Gallery, che espone un interessante collezione di pitture, e la Georgian House.
Altre destinazioni a Bristol: nella zona del Floating Harbour si possono visitare l’Industrial Museum, che ripercorre la storia dell’industria locale, e soprattutto la chiesa di St. Mary Redcliff, risalente al XIV sec. e considerata una delle più belle di tutta la nazione.
Altre destinazioni nei pressi di Bristol: a sud di Bristol si trova l’interessante località di Wells, conosciuta in virtù della sua Cattedrale e del Bishop’s Palace. Poco distante si trova Cheddar, conosciuta in tutto il mondo per la produzione dell’omonimo formaggio.

Day time activity:
Fai la conoscenza di oltre 450 specie di animali al  Bristol Zoo Gardens.
Visita Cabot Circus il favoloso nuovo quartiere cittadino dedicato allo shopping e al tempo libero.
Esplora la  ss Great Britain, il primo transatlantico del mondo.
Goditi i panorami mozzafiato sulla città e la campagna circostante dalla cima della Cabot Tower.
Ammira l’Harbourside dal mare unendoti a uno dei tour organizzati da  Bristol Ferryboat Company.

Evening activity:
Regalati una cena al Bordeaux Quay, seguita da uno spettacolo teatrale al  The Bristol Hippodrome.
Ammira le luci del  Clifton Suspension Bridge dalla terrazza del White Lion Bar.
Gustati un bel film al Cinema de Lux di Cabot Circus.
Passa una serata da ricordare nei bar trendy di North Street e poi goditi uno spettacolo al Tobacco Factory Theatre.
Esprimi il meglio di te in una delle cabine karaoke del Karaoke-Me.

venerdì 21 giugno 2013

La settimana europea dell'energia sostenibile 2013

Dal 22 al 30 giugno c'è la settimana europea dell'energia sostenibile. Durante questa settimana sono numerosi gli appuntamenti in tutta Europa per informare e sensibilizzare sui temi del risparmio energetico, dell’efficienza energetica e dell’impegno di fonti rinnovabili.
Sul territorio vi segnaliamo la manifestazione, organizzata a Mestre, Venezia e Chioggia dall'associazione NordEstSudOvest in collaborazione con il Comune di Venezia, ospita una serie di sette convegni, due mostre, un evento collaterale e un'attività espositiva e di informazione con gazebo-infopoint nel cuore delle città di Mestre e di Chioggia, con la partecipazione di decine di soggetti operanti nel settore, tra cui l'Università Ca' Foscari.

Nella vita quotidiana bastano piccoli gesti per evitare sprechi, riduci il tuo consumo seguendo i consigli che ho trovato sul web di Linea Più su come risparmiare energia. A volte è solo questione di abitudine.
ENERGIA ELETTRICA

Sostituisci le lampadine ad incandescenza con quelle a basso consumo
Non tenere accese le lampadine quando non servono

Non abbassare la temperatura del frigorifero sotto i 3 °C
Evita di aprirlo frequentemente
Sbrina periodicamente il frigorifero e pulisci le serpentine
Non mettere cibi caldi né nel frigo né nel congelatore
Non riempirlo eccessivamente
Verifica lo stato delle guarnizioni di gomma dello sportello


Avvia la lavastoviglie solo a pieno carico
Spegnila quando parte il programma di asciugatura: è sufficiente aprire lo sportello
Preferisci cicli di lavaggio a basse temperature
Scegli un programma economico se devi lavare poche stoviglie
Pulisci regolarmente il fi ltro
Utilizza la lavastoviglie nelle ore serali / notturne cioè nelle fasce di consumo più basso (F23) o durante le giornate festive


Utilizza il forno alla giusta temperatura
Effettua il preriscaldamento solo quando necessario
Se possibile, evita l’uso frequente del grill
Spegnilo un po’ prima di fine cottura per sfruttare il calore residuo
Preferisci i forni a microonde: consumano circa la metà dei tradizionali forni elettrici, non necessitano di preriscaldamento e
mantengono intatte le proprietà nutritive dei cibi


Avvia la lavatrice solo a pieno carico
Non lavare a temperature superiori ai 60°C
Pulisci regolarmente il fi ltro
Utilizza la lavatrice durante la sera / notte cioè nelle fasce di consumo più basso (F23) o durante le giornate festive


Quando non li utilizzi, spegni il pulsante principale dell’apparecchio e non lasciare accesa la luce (led) dell’apparecchio in STAND BY
Regola i condizionatori ad una temperatura non inferiore ai 24-25 gradi.
Tieni sempre porte e finestre chiuse quando l’impianto è in funzione.
Se non fa molto caldo, prova solamente la funzione di deumidifi cazione: molto spesso è suffi ciente togliere l’umidità all’aria per sentire già molto meno caldo.
Se prevedi di rimanere in una stanza per più ore, chiudi la porta e rinfresca solo quella: è inutile raffreddare l’intera casa.
Utilizza il condizionatore con parsimonia, accendendolo solo per necessità.
Controlla che il condizionatore sia effi ciente e carico di gas, altrimenti consuma energia senza raffreddare.