mercoledì 2 ottobre 2019

Un concentrato di Perlage - Visita il NUOVO Bio Blog

Il mondo di Perlage è sempre in fermento!


Il Bio Blog di Perlage si trasferisce all'indirizzo https://blog.perlagewines.com/ per rendere più completa la Vostra esperienza.

Il risultato è un vero concentrato di Perlage. Al nuovo indirizzo potrete trovare molte curiosità, dalla storia della Nostra famiglia alle tipologie di vitigno coltivate, dalla filosofia aziendale (siamo una BCorp ) alle schede tecniche dei Nostri vini.

Tutte le energie sono impiegate per avvicinare il lettore al Nostro mondo. Nel Bio Blog e nel sito di Perlage troverete approfondimenti legati al mondo del vino biologico, della sostenibilità, della salvaguardia del territorio ma anche dell' alimentazione sana e consapevole.

Buona Lettura! Buon Nuovo Bio Blog!

giovedì 14 febbraio 2019

Il primo bilancio sociale di Perlage: i dati sulla sostenibilità


Dicembre 2018: Perlage pubblica il suo primo bilancio sociale, avviandosi, consapevolmente , verso un percorso di reportistica non finanziaria.

Tradizionalmente, si è soliti riferirsi al bilancio esclusivamente in termini economici, nel senso di rendicontare, annualmente, i dati finanziari, patrimoniali ed economici dell'azienda.
E' tuttavia evidente come un'azienda, oggi, nella realtà quotidiana, non rivesta esclusivamente un ruolo economico, ma anche sociale.
Questo è, d'altronde, uno dei pilastri della Responsabilità Sociale d'Impresa.

Ma più esattamente, cosa significa fare “un bilancio sociale”? Perché ciascuna azienda dovrebbe essere spronata a farlo?

Fare un bilancio sociale significa rendicontare l’esterno circa l’impatto che l’azienda ha sui suoi Stakeholders, sulla Società e, in particolar modo, sullAmbiente.

E cosa sono gli stakeholders? Questi ultimi ricoprono, nel bilancio sociale, un ruolo fondamentale, trattandosi di tutti quei soggetti con cui l'azienda si interfaccia nella quotidianità lavorativa, i dipendenti, i clienti, i fornitori, la pubblica amministrazione, i soci, i consumatori, l’ambiente… Ciascun stakeholder può avere un certo livello di interesse e influenza nei confronti dell’azienda. 

Ecco perché è importante individuare gli stakeholder chiave o strategici; ecco spiegato il perchè si renda necessario coinvolgerli nei processi aziendali (dalla scelta di un prodotto agli eventi).

L'azienda entra direttamente in contatto con gli stakeholders, in modo da porli nella condizione di offrire un feedback sull’operato dell’azienda. Potremmo chiamare infatti il bilancio sociale anche “Stakeholder Report”.

Trasparenza ed accountability (rendicontabilità) non solo dal punto di vista finanziario ma anche sociale e ambientale. Nella pratica diamo evidenza di come vengono usati i soldi derivanti dal profitto dell’azienda per gli stakeholders chiave individuati.

Quali sono i vantaggi? Il bilancio sociale è un’opportunità di confronto e coinvolgimento dei propri stakeholders, raccolta di elementi utili a focalizzare la mission aziendale, promozione della comunicazione interna/esterna e della trasparenza dell’azienda.

La sostenibilità di Perlage

LA FORMAZIONE PRIMA DI TUTTO

Il percorso che ci ha portato alla pubblicazione del bilancio sociale inizia ad aprile del 2018 quando la nostra azienda ha accettato di partecipare ad un bando promosso dalla Camera di Commercio di Treviso-Belluno “per l’adozione del primo bilancio sociale”. L’opportunità venne accolta con entusiasmo, partecipando a 3 sessioni formative gratuite (di 6 ore ciascuna) con parti teoriche ed esercitazioni pratiche relative al tema della rendicontazione sociale e dello storytelling.

Ne è seguito un lavoro di alcuni mesi, svolto in sinergia con il team aziendale, per raccogliere i dati da inserire nel bilancio. Dopo aver individuato gli stakeholders chiave e averli inclusi in 4 macroaree (ambiente, comunità, lavoratori e governance) ci siamo concentrati nella parte più descrittiva. Per ognuna delle 4 macroaree, abbiamo impostato degli indicatori (KPI ovvero Key Performance Index), che hanno la funzione di descrivere i risultati raggiunti e gli obiettivi ONU di Sviluppo sostenibile (i Sustainable Developmente Goals) corrispondenti.


martedì 7 novembre 2017

Novello Veneto IGT, il primo vino dell'anno


Tra la fine di ottobre e i primi di novembre, da Nord a Sud, tutta l’Italia gli rende omaggio, sagre e feste hanno un comune denominatore: il Vino Novello. 
Come si ottiene il vino Novello


La tecnica di vinificazione, chiamata macerazione carbonica è molto specifica: i grappoli interi fermentano in contenitori ermetici, in un'atmosfera satura di anidride carbonica dove restano per circa 5-7 giorni a una temperatura di 28-30°C.

In queste condizioni, all’interno dell’acino, si produce una fermentazione che, senza intervento di lieviti, trasforma una piccola quantità di zucchero in alcool e si arresta quando le cellule muoiono per l’alcol e per asfissia. 


L'uva viene poi pigiata e subisce la normale fermentazione, che si completerà in quattro o sei giorni. Completata la trasformazione da mosto in vino, il novello viene travasato, filtrato ed è pronto alla vendita.

Oltre alle caratteristiche olfattive particolari, questo tipo di produzione dona al vino novello Perlage un colore particolarmente vivo, con tonalità che ricordano il porpora e un gusto dove predomina la freschezza degli aromi. Si susseguono note di frutta sottobosco, mora e mirtilli. Al palato si presenta fresco, leggermente tannico. 

Il Novello Veneto IGT generalmente non viene immesso sul mercato prima di novembre e se ne consiglia un consumo nei primi sei mesi perché poco stabile. 

Come abbinare questo giovane vino? Naturalmente è perfetto con piatti di stagione, caldi ed autunnali! Si va dalla salsiccia, ai funghi, ma anche con le castagne, e conseguentemente con gli alimenti a base di farina di castagne. 

La nostra scelta? Servitelo con dei maccheroncini integrali con ragù di carne di maiale e non sbaglierete!

Potete acquistare il Novello Veneto IGT Biologico, realizzato con uve merlot e cabernet, sul nostro shop online oppure venirci a trovare in cantina a Farra di Soligo (TV).

venerdì 25 agosto 2017

Pinot Grigio: la nuova DOC


Siamo ormai agli sgoccioli, il Pinot Grigio è quasi pronto per essere raccolto e con l'annata 2017 ci sarà un grande cambiamento: Pinot Grigio delle Venezie IGT diventerà Pinot Grigio delle Venezie DOC.
Come forse saprete la dicitura DOC (Denominazione di Origine Controllataè un marchio che indica la zona originaria (nonché delimitata) delle uve raccolte ed utilizzate per la realizzazione di un determinato vino. Naturalmente, si tratterà di un contenuto di alta qualità, che dovrà rispettare dei criteri di produzione (come gradazione, caratteristiche organolettiche e affinamento in botte) stabiliti da un Decreto Ministeriale. Solo i vini che rispettano le direttive prescritte da questo atto amministrativo possono ottenere la dicitura DOC.
Pinot Grigio delle Venezie DOC è un prodotto espressione di nuovi valori frutto della storia e della tradizione della coltivazione di questo vitigno nel triveneto che risale alla fine del 1800.

Il nuovo disciplinare prevede che le uve di Pinot Grigio siano coltivate esclusivamente in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino. Le tipologie consentite sono: Pinot Grigio, Pinot Grigio frizzante e Pinot Grigio Spumante.  La varietà di Pinot Grigio deve essere utilizzata in una percentuale minima dell’85%; nel restante 15% potranno essere utilizzati vitigni complementari autoctoni.

Con la vendemmia 2017 ogni bottiglia di Pinot Grigio delle Venezie DOC dovrà avere anche la Fascetta di Stato su cui sarà riportato un numero unico e tracciabile insieme al nome e al logo della denominazione. Avrà il colore blu, come per il Prosecco DOC.

L’offerta qualitativa del Pinot Grigio è stata complessivamente riqualificata:
- Riduzione della resa uva/ettaro da 190 a 180 qli;
- Riduzione resa uva/vino dall’80% al 70% consentendo una produzione massima di 126 hl per ettaro

Le caratteristiche organolettiche sono specificate all'interno del disciplinare e verranno certificate da una commissione apposita:
Colore: dal giallo paglierino al giallo dorato, talvolta ramato o rosato
Odore: fruttato, intenso, caratteristico, talvolta leggermente aromatico
Gusto: fresco e armonico, da secco ad abboccato
Grado alcolico: titolo alcolometrico totale minimo 11%
Acidità minima: 4,5 g/l 

L’entrata in vigore della nuova DOC delle Venezie ha comportato un ulteriore cambiamento: la vecchia «delle Venezie IGT (Indicazione Geografica Tipica)» diventerà «TREVENEZIE IGT». Questo cambiamento avverrà a partire dalla vendemmia 2017.

Per ulteriori approfondimenti vi segnaliamo il sito del consorzio http://dellevenezie.it/





martedì 8 agosto 2017

Le Mani in Pasta: ricette per primi facili e veloci


Dopo il successo della prima puntata del corso di cucina in cantina Perlage ecco qui tutte le ricette dedicate ai primi piatti facili e veloci che abbiamo sperimentato e assaggiato. 




TAGLIATELLE INTEGRALI*
*vegano

PER LE TAGLIATELLE
130 g di farina integrale
200 g di semola
170 g di acqua
5 g di sale

PER IL RAGU’
1 cipolla bianca
1 carota
1 zucchina
1/2 peperone giallo
1/2 peperone rosso
1 costa di sedano
5 taccole

Per le tagliatelle impastare tutti gli ingredienti e lasciare riposare per un’ora in frigo avendo cura di avvolgere l'impasto nella pellicola. 
Nel frattempo tagliare tutte le verdure a cubetti di mezzo cm. Sbollentarle in acqua salata per un minuto, scolarle e metterle in acqua e ghiaccio finchè si raffreddano. 
Tirare la pasta dello spessore desiderato. Utilizzare il rullo tagliapasta per tagliare le tagliatelle, in alternativa piegare la pasta su se stessa e tagliare con il coltello striscioline larghe circa un centimetro.
In una padella capiente saltare 3 / 4 delle verdure con un po’ d’olio EVO. In un pentolino a parte cuocere il restante quarto con un po’ d’acqua finchè non risultano morbide; frullarle fino ad ottenere una crema. Cuocere le tagliatelle in acqua salata per circa 2 minuti (dipende dallo spessore). Nel frattempo aggiungere alla padella con le verdure a cubetti anche la crema ottenuta. Scolare la pasta e saltarla con il ragù di verdure. Aggiustare di sale e pepe. Servire subito.


PAPPARDELLE RIPIENE

160 g di farina 00
40 g di semola
2 uova
3 g di sale

2 fichi
100 g di formaggio ubriaco
50 g di ricotta
50 g di Parmigiano
Olio EVO
Erba cipollina


Impastare tutti gli ingredienti per l’impasto e lasciarlo riposare un’ora in frigo avvolto nella pellicola.
Nel frattempo tagliare a pezzetti il formaggio, aggiungere la ricotta, il parmigiano e i fichi a pezzi. Mescolare bene e aggiustare di sale e pepe. Mettere il composto nella sac a poche. Tirare la pasta di uno spessore sottile. Prendere la sac a poche e stendere delle strisce di ripieno lunghe circa 15 cm. Prendere un secondo foglio di pasta e stenderlo sul primo. Sigillarle e tagliarle con il tagliapasta seghettato, cuocerle in acqua salata per 3 – 4 minuti (dipende dallo spessore). Passarle nella padella con poco olio EVO e guarnire con erba cipollina.


TORTELLI ALL’ANATRA

160 g di farina 00
40 g di semola
2 uova
3 g di sale

250 g di ragù d'anatra*
50 g di Parmigiano
50 g di burro
Trito d'erbe

*Per il ragù d’anatra.
Tritare due coste di sedano, due carote, due cipolle e uno spicchio d’aglio e soffriggerli in una casseruola capiente. Aggiungere il macinato d’anatra e rosolarlo a fuoco alto per circa 10 minuti. Bagnarlo con vino rosso, continuare la cottura per circa due ore e mezza aggiungendo acqua o brodo quando necessario. Aggiustare di sale e pepe. Deve risultare asciutto altrimenti potrebbe bagnare la pasta.

Impastare tutti gli ingredienti per l’impasto e lasciarlo riposare un’ora in frigo avvolto nella pellicola. Mescolare il ragù con il parmigiano grattugiato. Tirare la pasta, con dei coppa pasta a formare dei cerchi di circa 8 cm di diametro, disporre al centro il ripieno e dare la forma ai tortelli. Cuocerli in acqua salata per circa 4 minuti (dipende dallo spessore della pasta). Saltarli in padella con del burro e il trito d’erbe (salvia, rosmarino, timo e origano).


RISOTTO AGLI AGRUMI E GAMBERONI

300 g di riso Vialone Nano
1 L di brodo vegetale
250 ml di vino bianco buono
1 limone
1 arancia
1/2 pompelmo
400 g di gamberoni
Olio EVO

Pulire i gamberoni e metterli in frigo. Tritare sottilmente la buccia degli agrumi e ricavarne il succo. Sbollentare le bucce tritate in acqua bollente e raffreddarle in acqua e ghiaccio. Tostare il riso, sfumarlo con il vino bianco e cuocerlo per 10 minuti aggiungendo il brodo quando necessario. Da ultimo aggiungere il trito di agrumi, il succo e far asciugare. Unire i gamberi, aggiustare di sale e pepe e mantecare con olio EVO.





martedì 23 maggio 2017

Quando è nata la salsa Barbecue?



La salsa barbecue (spesso abbreviata con BBQ) è una salsa comunemente utilizzata come condimento e applicata sulla carne cotta alla griglia nella modalità barbecue. Il suo nome rievoca gli Stati Uniti e il suo sapore è intrinseco dell'antico e rustico West!

Ma quando è nata? Essa trova origine nella normale evoluzione dell'uomo e del suo modo per cucinare e conservare il cibo, basti pensare che generalmente il cibo particolarmente secco veniva spesso reidratato mettendolo in acqua o in alcune salse e succhi. Testimonianze sull'uso delle salse in generale si hanno fin dall'impero Cinese e Romano, e in seguito in alcuni scritti latini si parlava di salse a base d'olio, erbe e formaggio. Tra il IV e V sec. A.C. risale "Apicius" una raccolta di ricette romane che riporta ben 100 salse da abbinare al cibo, tra cui una salsa di pesce molto simile all'attuale salsa Worchestershire.

E' in realtà la scoperta dell'America che fa conoscere a Cristoforo Colombo il connubio tra salse e barbecue: i locali chiamavano barbacoa un tipo di cucina simile all'attuale barbecue che divenne anche il nuovo modo per gli esploratori di conservare i cibi. Si usavano vino, malto, aceto, sale ed erbe per ridare vita al cibo affumicato al barbacoa. In seguito è cominciata l'epoca della colonizzazione, i popoli europei hanno importato la loro cultura e il loro stile di vita.
Probabilmente è il popolo francese che per primo ha creato una salsa molto simile a quella BBQ, ma molto più burrosa, ma la senape del popolo tedesco diede ulteriori influenze.

Nel 1867, con l'uscita di "Mrs. Hill new cook Book" si ha la prima vera ricetta scritta per la salsa barbecue. Giusto alla fine della guerra civile, quando gli schiavi la usavano per condire le pietanze.
Gli anni passano e nascono sempre più ricette, i gusti delle persone cambiano e si evolvono.

La prima standardizzazione storica della sua ricetta avvenne contemporaneamente con la sua commercializzazione, nel 1926, ma divenne popolare soprattutto dopo che la H. J. Heinz Company ne realizzò una propria versione industriale, nel 1948.
Si dice che la vera salsa barbecue è quella dolce e a base di ketchup in stile Kansas city, che corrisponde alla maggior parte delle salse in commercio, ma in realtà ogni stato degli USA ha una sua personalissima ricetta che abbinata ai piatti locali risultano essere delle vere prelibatezze.

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Pronti per fare un viaggio nel lontano Texas?

Quattro serate divertenti insieme a Daniela De Biasio e Devis Stefanon a ritmo di musica country, salsa barbecue e cupcakes in cantina Perlage!

La prima parte della lezione sarà dedicata ai balli di gruppo, mentre nella seconda ci sarà una degustazione di alcuni piatti tipici americani abbinati ai nostri vini.

Le date:
5 giugno 2017
12 giugno 2017
19 giugno 2017
26 giugno 2017

Orario: dalle 20:00 alle 22:00.

Per maggiori info clicca qui



fonte: "The History of Barbecue Sauce" 
 

lunedì 8 maggio 2017

Stuzzichini veloci per l'aperitivo


L'etimologia della parola non lascia alcun dubbio: viene definito aperitivo, dal latino aperitivus (che apre), una bevanda in grado di stimolare e, dunque, “aprire” la sensazione della fame.
E' ormai un rito vero e proprio che normalmente si svolge dalle 18 alle 21, come pre-cena o pausa relax post lavoro. E' un modo perfetto per interagire, condividere i momenti belli della giornata e talvolta sfogarsi per le situazioni di tensione che ci circondano.

Qui di seguito vi consigliamo delle ricette molto semplici e sfiziose per accompagnare i vostri aperitivi, sia che vogliate brindare con un buon Prosecco Bio o con un Negroni!


Crostini con pesto e pomodoro confit
Pesto
100g basilico
30 g pinoli
100g parmigiano
150ml olio
1 spicchio d’aglio
sale
pepe

Frullare dolcemente tutti gli ingredienti e correggere di sale e pepe.

Pomodorini
350 g Pomodorini datterini
sale
pepe
olio
origano
2 chucchiaini di zucchero

Tagliare a metà i pomodorini, condirli con sale, pepe,  zucchero, origano e olio. Cuocere in forno a 160° per circa 45 minuti. Farcire i crostini con poco pesto e un pomodorino.



Tortilla con radicchio di campo e Tortilla con asparagi verdi
6 uova
50g di parmigiano
100ml di latte
100 g di radicchio di campo
sale
pepe

Pulire bene il radicchio di campo, saltarlo in una padella con poco olio. Tritarlo.
A parte sbattere le uova con il parmigiano, il latte e sale, pepe e un goccio d’olio e aggiungere il radicchio tritato.
Per la cottura in padella: scaldare bene una padella antiaderente e aggiungere un cucchiaio d’olio. Versare il composto. Abbassare la fiamma e lasciar cuocere per circa 7/8 minuti o fino quando la parte inferiore non sarà dorata. Capovolgere la tortilla con l’aiuto di un piatto, terminare la cottura dell’altro lato.
Per la cottura in forno: preriscaldare il forno a 180°, rivestire una pirofila con la cartaforno, versare il composto e infornare. Cuocere per circa 15 minuti.
Servire a pezzetti anche tiepida.


6 uova
50g di parmigiano
100ml di latte
200 g asparagi verdi
sale
pepe

Mondare gli asparagi, tagliarli a pezzetti di circa mezzo cm e saltarli in padella per circa 10 minuti, devono rimanere croccanti. A parte sbattere le uova con il parmigiano, il latte e sale, pepe e un goccio d’olio e aggiungere gli asparagi.
Per la cottura in padella: scaldare bene una padella antiaderente e aggiungere un cucchiaio d’olio. Versare il composto. Abbassare la fiamma e lasciar cuocere per circa 7/8 minuti o fino quando la parte inferiore non sarà dorata. Capovolgere la tortilla con l’aiuto di un piatto, terminare la cottura dell’altro lato.
Oppure per la cottura in forno: preriscaldare il forno a 180°, rivestire una pirofila con la carta forno, versare il composto e infornare. Cuocere per circa 15 minuti.
Servire a pezzetti anche tiepida.



Insalata fresca di cereali
(per 6 persone)
200g Olive Taggiasche sott’olio
100g capperi sotto sale
150g pomodori secchi sott’olio
3 coste di sedano
150g feta greca
500g di cereali misti (o falsi cereali: orzo, farro, grano saraceno, quinoa)
Cuocere i cereali in base alle indicazioni in etichetta.
Raffreddarli rapidamente sotto l’acqua. Sciacquare molto bene i capperi. Tagliare a pezzetti i pomodorini secchi, le coste di sedano e la feta greca. Mescolare i cereali con il resto degli ingredienti. Aggiustare di sale e pepe. Servire Fredda.